La retroazione e moduli di feedback Parte Prima.

di Raneri Epifanio (Giugno 2010)
Va molto di moda parlare si feedback e retroazione...anche tra i principianti...prima di mettere mano al portafoglio vediamo di cosa si tratta.
 
Premessa
L'argomento di per se è assai vasto per questo ho deciso di suddividere la trattazine della retroazione su più articoli dove cercherò di spiegare sia il loro funzionamento, la tipologia di moduli sul mercato e l'uso sul plastico
 
La retroazione e moduli di feedback.
Argomento non complesso che però risulta essere tra i più gettonati del forum di DCCWorld. Vediamo di analizzare e chiare di cosa si tratta e soprattutto della sua applicazione sui nostri plastici.
Con il sostantivo retroazione si intende, nel nostro campo fermodellistico, il ritornare all'operatore una qualsiasi informazione relativa ad un accessorio del nostro plastico; feedback non è altro che la traduzione inglese del termine retroazione. Nel maggior parte dei casi questa informazione non è altro che la posizione di un convoglio sul tracciato. Oppure l'effettiva posizione degli aghi di uno scambio.
A cosa serve quest'informazione? Bhe da sola non ha alcuna utilità e per poter essere "utile" viene data in pasto ad un pc che tramite relativo software usa quest'informazioni ad esempio per gestire dei treni in automatico sul plastico. Oppure utilizzando sempre il pc può ritornare all'operatore l'indicazione di una tratta occupata. Importante l'informazione ritornata è sempre di tipo binario ovvero vero o falso. Ad esempio se l'informazione riguarda un contatto ci dirà se esso è aperto o chiuso; se parliamo di una tratta ci dirà se essa è libera o occupata.
Il dispositivo elettronico che si occupa di svolgere questa funzione si chiama modulo di retroazione. Ne esistono di diversi tipi e famiglie ma il primo ed anche il più famoso e diffuso è senza dubbio l's88 inventato da Marklin parecchi anni fa.
La versione tradizionale ha 16 ingressi a cui possono essere collegati da semplici interruttori sino a reed o sensori ad assorbimento che quindi non sono incorporati nel modulo in questione. Inoltre ha un bus di comunicazione per il collegamento in cascata con altri moduli e con la centrale digitale.

S88 Modeltreno 66002 sul plastico di Gioacchino Marino collegato alla centrale ESU ECOS.
 
All'interno sono realizzati con dei "latch" che leggono lo stato del relativo ingresso su comando della centrale digitale e poi degli "shift register" leggono lo stato dei latch e tramite una procedura di "scorrimento" tra i moduli fanno arrivare le informazioni alla centrale digitale. Sorvolando sulla breve parentesi elettronica, se non siete ferrati e non vi è chiara può essere saltata a pie pari, l'informazione importante da tenere presente è che segnalano sempre e solo lo stato del loro ingresso. Quindi, per chiarezza, ribadisco che nella versione tradizionale (la più diffusa) non è integrato alcun sensore di occupazione. Diversi produttori più o meno noti hanno realizzato versioni di s88 personalizzate che integrano in unico dispositivo s88 e sensori di occupazione del tipo ad assorbimento.
Il sensore ad assorbimento è un circuito elettronico che chiude un "interruttore virtuale" quando su una tratta di binario rileva un assorbimento di corrente. Quindi, ad esempio un rotabile equipaggiato con decoder anche se fermo, con luci spente,etc assorbe sempre corrente quindi può essere rilevato da detto dispositivo. Idem una carrozza illuminata o un vagone con luci di coda alimentati da binario.
Gli s88 hanno il notevole vantaggio di poter essere realizzati con componentistica abbastanza economica e collaudata ma allo stesso tempo questo costituisce uno svantaggio. Essi infatti sono stati studiati per funzionare in modo ottimale se distanziati tra loro non più di qualche metro. Inoltre la tecnologia usata non permette alcun indirizzamento...ma che vuol dire? Ogni qual volta si aggiunge, si toglie o si sposta un s88 cambiano i riferimenti di tutti gli s88 successivi.

S88 Modeltreno 66002 sul plastico di Marcello Mari collegato all'Intellibox.Risulta ben evidente il collegamento in cascata.
 
Per quanto l'esperienza che esporrò è una situazione particolare voglio raccontarla lo stesso per descrivere la sopracitata problematica. Inizialmente sul nostro plastico di CV19 , complice anche la poca esperienza in materia, furono scelti come moduli di retroazione gli s88 tradizionali con il sensore di assorbimento incluso.

Lo sfortunato e mal riuscito modulo di retroazione S88-S10 agli albori di CV19 .
 
In tutta la durata della loro vita sul nostro plastico questi hanno funzionato solo poche volte in quanto la struttura del bus in cascata è assai debole. Cioè il malfunzionamento di un modulo precludeva il funzionamento di tutti i moduli di retroazione successivi. Inoltre il riposizionamento dei moduli del plastico (ricordo che il plastico di CV19 è modulare e qualsiasi modulo può essere posizionato ovunque) richiedeva di volta in volta la riassegnazione del modulo sul layout del software di gestione. In sostanza accadeva che se il primo modulo era la stazione di Borgo Sulserio i suoi moduli di retroazione avevano indirizzo da 1 a 8 se in un altra configurazione del tracciato con la stessa stazione non come primo modulo i suoi moduli di retroazione prendevano tutt'altro indirizzo e di conseguenza era necessario rifare il setup del software ogni volta. Poi da misure e prove fatte con varie strumentazioni ci si accorse che su distanze modellisticamente notevoli il bus s88 funzionava molto male. Dopo quest'esperienza fortunatamente si decise si abbandonare questa tecnologia e passare a Loconet.

Modulo di retroazione Loconet Uhlenbrock 63340 sul plastico di Silvio Cane collegato all'Intellibox .
 
Diversamente i moduli S88 se utilizzati in plastici casalinghi funzionano discretamente senza avere problemi di sorta vista le brevi distanze in gioco e la "composizione bloccata" del tracciato.
Per completezza cito alcuni prodotti comerciali che usano la vecchia tecnologia S88:


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