Come nasce un plastico modulare? - L'alba di CV19

 
Lo spazio che non c'è
Fin dalla prima mia partecipazione come visitatore alle grandi fiere di modellismo ferroviario una strana idea aveva iniziato a frullarmi in testa, realizzare un plastico modulare.
Un giorno mentre stavo manovrando i miei modelli sul mio plastico per via dell'inerzia impostata dal decoder la mia D445 avevo superato il marciapiede di stazione (ancora immaginario). Da li feci una semplice considerazione, negli spazi domestici, almeno di non disporre di un campo di calcio, la riproduzione realistica anche di una piccola stazione non facile e nei maggiori casi è utopia.
 
L'idea iniziale
Le mie considerazioni ebbero sfogo durante una delle tante sere passate nella nostra chat a chiaccherare del più e del meno, nella quale per la prima volta si incominciò a parlare di un plastico modulare.
Tante furono le parole spese sia sul forum che sulla chat prima che i progetti e le idee si concretizzassero in qualcosa di palpabile. Non sono mancati schizzi, disegni, progetti, etc.
Progettare da zero qualcosa che deve essere realizzato e costruito in diversi luoghi dello stivale per poi poter funzionare senza problemi solo in occasioni di fiere o raduni modellistici non è facile. Da qui nasce la necessità di uniformare il tutto in modo da poter apparentemente dare l'idea che il plastico fosse stato realizzato da una sola persona.
Le norme FREMO bene identificano questo spirito non solo nella parte tecnica e paesaggistica ma anche in quella fermodellistica. Più volte ho visto e rivisto fotografie di incontri privati o fiere dove gli adepti alla filosofia FREMO sono stati in grado di realizzare enormi plastici che oltre ad essere di qualità notevolmente elevata sono gestiti come una vera ferrovia. Esercizio realistico, orari e carte carro sono un qualcosa che danno un valore aggiunto anche al più bel lavoro estetico, in termini di paesaggio, che possa essere realizzato.
 
La strada è segnata
Ispirato da questa ideologia insieme ad altri coraggiosi amici fermodellisti sparsi per lo stivale si è iniziata la costruzione di qualcosa si nuovo, di una nuova idea.
Idea che si è concretizzata il 23 ottobre 2005 in occasione del primo incontro presso Torrazza Piemonte. Non è difficile immaginare che collaudare qualcosa di totalmente nuovo sia un operazione facile, ma nonostante questo in meno di un ora il primo convoglio ha percorso l'intero tracciato. E' vero che le nostre norme non sono quelle canoniche FREMO, ma ricordo anche che FREMO stessa non vieta di fare modifiche.
In poche parole, per quanto possibile dal punto di vista tecnologico, si è cercato di rendere tutti i moduli uguali. Questo significa che grazie a questa scelta se si presenta un problema una volta risolto su un modulo si può estendere la soluzione anche agli altri.
L'incontro di Torrazza oltre che collaudare il plastico ha permesso a molti adepti di conoscersi personalmente. Infatti fino ad allora gran parte delle chiacchierate, discussioni legate al plastico si erano fatte esclusivamente tramite internet o come direbbe qualcuno alla tedesca.
 
Il primo incontro di Torrazza Piemonte (To)
Panoramica del plastico ospitato nel salone del Comune di Torrazza piemonte. Da notare la curiosa '?'. Panoramica della tavolata di fermodellisti ad ora di pranzo. Ettore sistema un quad-S10 di stazione. Lavori sull'impianto elettrico dei moduli.
Il bivio della stazione di GFPentium. Si stringono i bulloni che uniscono i moduli. Jimbo Friends. Panoramica della stazione di GFPentium.
 
Il secondo incontro a Brescia.
Dopo a Torrazza un secondo importante incontro, svoltosi questa volta il 25 giugno 2006 a Brescia: è stata l'occasione che ci ha permesso di risolvere tutti i problemi tecnici insorti durante la prima prova.
Grande soddisfazione generale quando tutto ha iniziato a funzionare così come doveva. Convogli guidati e seguiti dai propri macchinisti, capi stazione in grado di seguire il movimento dei treni lungo tutto il tracciato e in grado di regolare il traffico tramite segnalamento.
Vista la gestione totalmente manuale qualche piccolo incidente, fortunatamente senza conseguenze, non è mancato. I capi stazione sono in grado di seguire i treni sul proprio sinottico, possono manovrare scambi e segnali, ma al momento, non possono agire direttamente su alcun treno.
 
Panoramica del plastico ospitato nel capannone di Brescia. Traffico a Borgo Sulserio. Due adepti al lavoro sul modulo. Per percorrere il plastico da un estremità all'altra è necessaria una lunga camminata.
Prove sulla linea aera realizzata appositamente da Claudio. Ettore sostituisce l's10 di un modulo. Treno in transito nel modulo della trincea. Treno appena partito dalla stazione di GFPentium.
Perchè CV19?
La CV19 è quella usata nei decoder DCC per locomotive al fine di realizzare una multitrazione. In una multitrazione tutte le locomotive impegnate spingono il convoglio in modo da arrivare insieme a destinazione, una locomotiva da sola non sarebbe in grado di spingere l'intero treno.
Un plastico modulare come questo può nascere solo grazie alla collaborazione e alla cooperazione di tanti fermodellisti che lavorando insieme nel loro piccolo possono realizzare qualcosa di grande. Non ha importanza il luogo dove ci si trovi o la distanza che ci separa l'importante è lavorare insieme.
 
Ultimo articolo realizzato da studente, i prossimi saranno da laureato Raneri E. Nuccio


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