Modifica presa NEM 652 sulla D461 ACME.

Di Paolo Portigliatti e Massimiliano Boni (21 marzo 2005)
Questa locomotiva viene venduta con la predispozione NEM 652 per l'installazione del decoder.
Un fermodellista in possesso della D461 ha avuto la sventura di veder andare in fumo il decoder Lenz appena installato.
In particolare, la loco ha funzionato bene finché non è stato dato il comando dell'accensione delle luci (F0). A questo punto si è bruciato un piccolo circuito integrato - la coppia di transistor che pilota le uscite delle lampadine.
 
Sul circuito stampato della macchina, il comune delle lampadine (LED) è connesso al comune positivo delle funzioni (filo blu), i LED sono connessi alle uscite funzione A e B (fili giallo e bianco). Ci sono anche due diodi connessi tra il comune positivo e le due uscite lampade con il catodo verso quest'ultime: è quindi logico che, se si abilitano le uscite dei LED con la funzione luci della centrale digitale, i transistor d'uscita cortocircuitano il positivo a massa attraverso i diodi.
 
Nell'esercizio in analogico tutto fila liscio: ripercorrendo idealmente le connessioni indicate, è facile ricostruire il percorso della corrente.
Con il decoder montato è obbligatorio modificare il circuito della locomotiva. E' infatti necessario invertire i due diodi (ingranditi nella foto di fianco). Oppure possiamo semplicemente rimuoverli. In questo caso però un eventuale ripristino per il funzionamento in analogico comprometterebbe il funzionamento delle luci.
 
La dissaldatura e la saldatura dei due diodi potrebbe risultare complicata per via delle minuscole piazzole di saldatura.
 
I diodi correttamente montati e funzionanti devono avere l'orientamento come in foto.
 
In questo modello è stato montato uno Zimo MX64.
 
Veloce test per il corretto funzionamento delle luci a marcia avanti...
... e indietro.
 
Piccola considerazione personale: vista la recente diffusione del DCC nel panorama fermodellistico italiano, un errore del genere (ricordiamo: distrugge un decoder!), si sarebbe potuto facilmente evitare facendo un test "digitale" su un prototipo del modello.
Con dispiacere, dobbiamo constatare che questo va a discapito della professionalità e qualità con cui ACME ha fatto distinguere i suoi prodotti fino ad ora.
Epifanio Raneri.


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