Digitalizziamo l'ALn 556 Rivarossi.

(29 settembre 2004)
Digitalizziamo una motrice e la sua rimorchiata, entrambe prive di presa NEM.
 
Attrezzi necessari:
  • Saldatore per uso Elettronico da 20 - 40 W (meglio saldatore a temperatura regolabile);
  • Stagno;
  • Pasta salda;
  • Cutter;
  • Occhiali protettivi;
  • Nastro isolante;
  • Un decoder per scala H0. Noi useremo uno Zimo MX63;
  • Un decoder per Funzioni TCS FL;
  • Fibra ottica diametro 1,5mm;
  • Lampadina 15V;
  • Bronzo fosforoso;
  • Carta stagnola;
  • Manuale del decoder;
  • Pinze varie;
  • Colla a caldo.
 
PASSO 1
L'automotrice si apre facilmente, basta allargare la cassa e tirarla vero l'alto.
 
Dobbiamo rimuovere il motore dalla sua sede. Aiutandoci con una pinzetta facciamo leva e lo sganciamo verso l'alto.
 
E' necessario aprire anche il sottocassa della macchina per poter intervenire sulle lampadine. Per far questo basta sganciare i dentini.
 
Rimuoviamo la piccola basetta dal sottocassa prestando la massima attenzione alle lampadine, sono molto delicate.
 
PASSO 2
Sappiamo già che l'assorbimento della loco a ruote bloccate è compatibile con il massimo assorbimento accettabile da parte del decoder.
 
PASSO 3
La locomotiva dispone di spazio sufficiente per accogliere il decoder dentro la cabina dal lato carrello motore.
 
Prima di iniziare con le saldature rimuoviamo i due diodi sulla basetta delle lampadine.
 
PASSO 5
Le prese di corrente del carrello folle arrivano a quello motorizzato attraverso due fili di rame nudi nascosti nel sottocassa e due pezzi di filo saldati sul carrello motore.
 
PASSO 6
 
Iniziamo i collegamenti saldando i fili rosso e nero del decoder sui due "occhielli" in rame fissati sulla plastica dell'arredamento. Conviene usare la pasta salda e regolare il saldatore ad una bassa temperatura onde evitare di fondere la plastica.
 
A questo punto infiliamo il filo blu nel foro di un occhiello e i fili bianco e giallo nel foro dell'altro occhiello. E' importante effettuare questa operazione solo dopo aver compiuto la saldatura precedente visto che il calore potrebbe danneggiare l'isolamento di questi fili.
 
Adesso possiamo fissare il decoder sulla parete divisoria dell'arredamento. Per fare questo usiamo un pezzo di biadesivo.
 
Inseriamo il motore nella propria sede ma al rovescio rispetto al prima in modo che i morsetti del motore siano rivolti verso l'alto. Quindi saldiamo il filo grigio e arancio al motore.
 
Rimangono da saldare ancora solo le lampadine. Saldiamo il filo blu al polo comune ed i fili bianco e giallo al posto dei diodi (prima di eseguire queste operazioni leggere la considerazione finali in fondo alla pagina). I fili inutilizzati vanno accorciati o arrotolati perchè non interferiscano.
 
Prima di rimontare il tutto è necessario fare in modo che le lamelle della basetta non vengano più in contatto con i fili di rame nudo che passano dentro la cassa. Per quanto possano essere tagliati o rimossi, ho deciso semplicemente di piegarli e isolarli con un pezzo di nastro isolante.
 
PASSO 8
Per fare le prove dobbiamo rimontare il sottocassa. Dal binario di programmazione della nostra centrale leggiamo correttamente il valore 3 dalla CV1.
 
PASSO 9
Durante le prove di marcia a luce accese, le lampadine scaldano in modo eccessivo rischiando di fondere la plastica dell'arredamento. Per ovviare è necessario regolare la tensione di uscita delle luci del decoder agendo sulla CV60 e CV114. Nella CV60 impostiamo il valore 115 e nella CV 114 impostiamo il valore 0.
 
Visto che è tutto ok possiamo richiudere la macchina che prestera servizio sul plastico "4 Regioni" dell'Arcamodellismo di Torino.
 
PASSO 10
Visto che esistono anche versioni folli della ALn 556 prive di illuminazione illustriamo brevemente come digitalizzare le luci. Anche qui il decoder (usiamo un TCS FL) viene fissato sulla parte divisoria dell'arredamento.
 
E' necessario creare le luci della macchina (su una sola testata) creando dei condotti luminosi che dai fari arrivino fino al centro della parte inferiore dell'arredamento (come l'unità motorizzata).
Per i condotti luminosi si utilizza fibra ottica diametro 1,5mm. Inoltre va aggiunta anche la lampadina (che originariamente non c'è) fissandola tramite i fili di alimentazione , con un punto di colla a caldo.
Saldiamo il filo blu e giallo sulla lampadina (se i fili del decoder sono corti si possono usare due spezzoni di filo per prolungarli).
Per evitare che la parte in vetro sia direttamente a contatto con la plastica inseriamo un pezzetto di carta stagnola che permetterà anche di convogliare la luce verso le fibre ottiche.
 
Creiamo le prese di corrente con del bronzo fosforoso e le incolliamo con colla cianoacrilica (tipo super-attack) sul carrello. Concludiamo l'opera saldando alle prese di corrente appena realizzare i fili rosso e nero del decoder.
Nella foto si vedono colori diversi perchè i fili originali sono stati prolungati con due spezzoni di colore diverso.
 
Una considerazione raffinata.
 
Prima di mettere unità folle e unità motorizzata sul plastico possiamo aggiungere un tocco di finezza: al vero, quando due unità sono accopiate, le luci lato testate agganciate rimangono spente. Differentemente l'accoppiamento delle nostre due unità manterrebbe accese le luci dell'unità motorizzata, ma non della folle che non ha le luci sulla testata lato gancio.
Per rimediare bisogna fare una modifica di collegamento alla motrice. Dobbiamo sostituire il filo bianco o giallo con il marrone del decoder Zimo e impostare la CV61 = 6. Così facendo la luce della testata collegata al filo marrone si attiverà in modo direzionale solo se si preme F3 sul comando della centrale digitale; questa funzione è utile quando circola la sola unità motorizzata.
Quando invece le due unità circoleranno insieme basterà dare al decoder della folle lo stesso indirizzo della motrice e spegnere la funzione F3. Le luci di entrambe le macchine si accenderanno con l'apposito tasto di accensione luci (F0) della centrale digitale.


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